L'acne è una delle richieste più frequenti nei centri estetici e negli studi di medicina estetica. La combinazione di luce blu e rossa è oggi uno dei protocolli LED più utilizzati per affiancare i trattamenti tradizionali, senza sostituirli.
Il Cutibacterium acnes, il batterio più coinvolto nella formazione dei comedoni infiammati, contiene porfirine che assorbono la luce nella banda del blu, intorno ai 415-470nm. Questo assorbimento genera specie reattive dell'ossigeno che danneggiano la parete del batterio, riducendone la carica. È un meccanismo fotochimico, non termico: non brucia né irrita la pelle come possono fare altri trattamenti più aggressivi.
Il protocollo più efficace alterna o combina luce blu, per l'azione antibatterica, e luce rossa a 630-660nm, che favorisce la rigenerazione dei tessuti e riduce l'infiammazione post-lesione, limitando il rischio di segni residui. È il motivo per cui i dispositivi multi-colore, come il casco FM5 Sensory, hanno un vantaggio: permettono di alternare le lunghezze d'onda nella stessa seduta.
I protocolli tipici prevedono sedute da 15-20 minuti, due volte a settimana nella fase iniziale, poi a cadenza di mantenimento. Non è un trattamento a sé stante: nella maggior parte dei centri funziona come complemento alla pulizia del viso e ai prodotti cosmeceutici già in uso, aumentando la percezione di risultato del percorso completo.
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