Cellulite e circolazione sono tra le richieste più frequenti nei centri estetici italiani. È importante presentare la fotobiomodulazione con aspettative corrette: è un valido alleato in un percorso più ampio, non una soluzione isolata.
La luce rossa e infrarossa favorisce la vasodilatazione dei capillari superficiali e stimola la produzione di ossido nitrico, migliorando il microcircolo locale. Questo può contribuire a un miglior drenaggio dei liquidi interstiziali, uno dei fattori coinvolti nell'aspetto della pelle a buccia d'arancia.
Il soft laser venoso, con la sua azione mirata a 660nm, è utilizzato in ambito flebologico anche per il supporto ai trattamenti su piccoli vasi e capillari superficiali, sempre in affiancamento e non in sostituzione della valutazione di uno specialista in caso di insufficienza venosa.
I centri che ottengono i risultati più soddisfacenti abbinano la fotobiomodulazione a massaggio linfodrenante, pressoterapia o trattamenti topici mirati, presentando la luce LED come parte di un protocollo integrato piuttosto che come soluzione unica al problema.
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